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Il Parodontologo a Milano

Se vi è stato diagnosticato un problema parodontale, oppure sospettate di averlo, potreste essere assaliti da una sensazione di sconforto e di impotenza legata all’evidenza di una malattia che prima ignoravate e al timore di non riuscire a curarla.  A volte invece si è a conoscenza da anni del fatto di avere "tasche" e malattia parodontale, ma si pensa che sia impossibile fermare il corso della malattia.

 

In alcuni casi siamo stati seguiti per anni , abbiamo fatto sedute di pulizia dei denti con regolarità dal dentista, il quale ci spiegava che soffrivamo di gengivite e che erano presenti alcune "tasche" di difficile pulizia.

Ad un certo punto un amico, un collega, oppure il dentista stesso ci consigliano di rivolgerci ad uno specialista, il PARODONTOLOGO; il parodontologo è colui che si occupa in modo esclusivo dei tessuti di supporto del dente, che sono gengiva, legamento parodontale e osso sottostante, e delle malattie che colpiscono questi tessuti: la gengivite, la malattia parodontale, le recessioni, la perdita dei denti, gli ascessi.

E' molto importante trovare un bravo parodontologo, che sia disposto a spiegarci bene cos'è la malattia parodontale, un tempo chiamata erroneamente "piorrea", e come si può curare.

Perchè la malattia parodontale, contrariamente a quanto ancora oggi si senta dire, è una malattia che si può curare eccome!

Si può infatti bloccare il rassorbimento osseo ed evitare la perdita di denti: addirittura oggi, attraverso alcune tecniche chirurgiche molto sofisticate, è possibile, in alcuni casi, ricostruire l'osso perso, e salvare denti che un tempo sarebbero stati estratti. E' poi importantissimo, una volta completata la fase iniziale della terapia, essere seguiti scrupolosamente e con regolarità dal parodontologo, per evitare che la malattia riprenda il sopravvento e ricominci il processo di distruzione ossea.  

La dottoressa Linnea Passaler, che lavora come PARODONTOLOGO a MILANO, ci spiega come viene solitamente seguito il paziente con malattia parodontale nello studio ADEC a Milano, a partire dalla prima visita: "Nel corso del primo incontro con il paziente bisogna anzitutto capire, attraverso una breve e sempice visita, se è affetto da problemi parodontali, di che natura essi siano, e possibilmente di che gravità.

Questa prima valutazione serve a stabilire quali esami radiografici eseguire e indicativamente di quante sedute di terapia avrà bisogno il paziente; un paziente affetto da semplice gengivite, ad esempio, potrà probabilmente risolvere con semplicità il problema in un'unica seduta e, con le dovute istruzioni di igiene orale domiciliare, potrà essere inserito in un programma di mantenimento con una seduta ogni sei mesi.

Un paziente affetto da malattia parodontale ha invece solitamente bisogno di eseguire delle radiografie molto specifiche e dettagliate, che vengono fatte all'inizio della terapia, e di un ciclo da due a quattro/sei ore di terapia, a seconda della gravità riscontrata in prima visita.

La terapia, eseguita da igienisti dentali altamente specializzati ed addestrati a questo tipo di trattamento, consiste nella levigaura radicolare di ciascun dente affetto da tasche; in altre parole si esegue una pulizia estremamente approfondita delle radici che sono ricoperte da uno strato di batteri misti a tartaro che sono la vera causa delle tasche, e si asporta anche lo strato superficiale di cemento del dente, che è ormai intriso di batteri e di tossine dannose per l'osso e la gengiva.

Oggi la terapia parodontale è nella maggior parte dei casi non chirurgica, e si limita alla terapia di cui ho appena parlato, cioè ad una pulizia molto approfondita e fatta con strumenti microscopici in grado di raggiungere le zone più profonde delle tasche.Una volta completato il ciclo di terapia, si deve aspettare e dare tempo ai tessuti di guarire: questo processo di guarigione richiede almeno un mese e mezzo di attesa, ma gli effetti benefici della terapia si continuano a manifestare anche nei mesi successivi, e la guarigione profonda dell'osso continua.Passato il periodo di guarigione, dopo circa un mese e mezzo, si rivaluta la situazione e si va a vedere se tutte le tasche sono guarite.

Solo a quel punto, e in casi estremamente limitati, può essere necessario ricorrere a trattamenti chirurgici.In ogni caso, al termine della trapia, sia che venga fatta chirurgia, sia se non viene fatta, è importantissimo stabilire un programma personalizzato di controllo regolare e pulizia in studio  in base alla situazione specifica; alcuni pazienti più suscettibili hanno bisogno di una seduta di igiene ogni 3 mesi, altri invece possono essere visti ogni 4-6 mesi.

Non bisogna dimenticarsi che la malattia parodontale è sempre in agguato e, se trascurata, riprende il sopravvento e può portare alla perdita dei denti.

Se si cerca di essere scrupolosi nell'igiene orale domiciliare e ci si sottopone a regolari controlli si hanno elevate probabilità di tenere i propri denti tutta la vita!"

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